venerdì, 06 novembre 2009
giovedì, 05 novembre 2009
domenica, 01 novembre 2009
domenica, 01 novembre 2009
venerdì, 16 ottobre 2009
Good Times/Tacheles, Berlin
Jap in Berlin
martedì, 06 ottobre 2009
(Povera Milano...)
Barbarossa, chi lo vede pirla è...
di Alessandro Robecchi
C'era Berlusconi. C'erano Tremonti, Zaia, Calderoli, La Russa. C'era naturalmente Umberto Bossi, la disastrosa sindaca di Milano signora Moratti, c'erano i padroni della città come Salvatore Ligresti, c'era Fedele Confalonieri, la Lega al gran completo, Formigoni, Simona Ventura, qualche banchiere, un po' di Rai nordista. Tutti eleganti e tutti frementi, perché come diceva il Puzzone Supremo «la cinematografia è l'arma del regime», e qui c'erano tutte due: cinematografia e regime. Sul grande schermo al Castello Sforzesco si proiettava Barbarossa, film di Renzo Martinelli su Alberto da Giussano che libera il nord dal centralismo imperiale. Un film fortemente voluto da Umberto Bossi per dire che lui è come Alberto da Giussano che caccia Roma ladrona. Ci teneva tanto, il Bossi, a 'sta cagata, che se ne parla pure nelle intercettazioni: il Presidente del Consiglio fa notare al telefono (a Saccà) che l'Umberto gli scassa la uallera con 'sto film un minuto sì e l'altro pure. Nel film ci sono 4.500 cavalli e un solo segretario di partito: il Bossi che fa un cameo. Compare in un fotogramma con la sua faccia da scappato di casa e un vestitino medievale.
A guastare la perfezione della metafora mancano alcune cose: i migranti condannati a morte dal pacchetto sicurezza voluto dalla Lega, per esempio. O le brave famiglie padane che non mettono in regola le badanti per risparmiare 500 euro, preferendo esercitare la schiavitù che pagare i contributi. Gli stranieri però ci sono: il film è stato girato in Romania, che costa meno, con comparse rumene, che costano meno, etica padana a cui i vip della prima hanno battuto le mani. Tutto 'sto circo di regime è costato una trentina di milioni di dollari, la Rai (cioè noi) ha messo il 40 per cento, il ministero dei Beni Culturali (cioè noi) il 10 per cento. Esce in trecento sale. La mia recensione è questa: aridatece Leni Riefenstahl. Sottotitolo: «Chi va a vederlo è un pirla». Oppure un complice.
lunedì, 05 ottobre 2009
Umbria2oo9
Spello